Archivio mensile:Febbraio 2026

San Liberale, in arrivo la finale

Domenica conosceremo finalmente i vincitori della 33A  edizione dell’Inverno Veneziano, con la prova conclusiva di San Liberale, che assegnerà i titoli nelle 20 categorie previste dal circuito promozionale. Sono 821 gli atleti inseriti nella classifica generale provvisoria, consultabile nella pagina del Calendario, un numero che dà un’idea della difficoltà di portare a casa il titolo anche per i favoriti. E infatti sono molto poche le categorie che vedono già assegnato il vincitore matematico: quest’anno il primo posto bisognerà sudarselo fino alla fine…

Ritrovo dunque domenica mattina presso la Palestra della Scuola Primaria MANIN, in viale Don Sturzo, 101, e partenze dalle 9:30 in poi. Al termine delle premiazioni della gara si svolgeranno le premiazioni dei vincitori dell’Inverno Veneziano 2026, vi aspettiamo!

 

 

Portogruaro, il punto di vista di un volontario qualunque

Orienteering a Portogruaro – Domenica 22 febbraio

Domenica sera, guardando la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, mi ha colpito un momento in particolare: il tributo ai volontari. Migliaia di persone che, dietro le quinte, fanno funzionare tutto. E mentre scorrevano le immagini, ho pensato: “Ecco, siamo proprio noi. Quelli che non si vedono, ma che se mancano… si vede eccome.”

Perché diciamolo: quando chiediamo una mano per organizzare una gara di orienteering, per fortuna che ci sono loro.

Basti pensare alla complessità di Venezia o alle acrobazie necessarie per convivere con il traffico di Portogruaro. E meno male che gli interpellati accettano con entusiasmo, perché tu, intanto, passi le settimane successive a parlare da solo per strade, vicoli e sottopassaggi decorati da street art di dubbia interpretazione, oppure in compagnia di Giuseppe, Luca e Andrey, indicando alberi, ponti e muretti come se stessi guidando un turista immaginario.

È il destino del volontario: vedere tutto, notare tutto, preoccuparsi di tutto… e poi sperare che gli atleti non vadano proprio dove non avevi previsto.

Quando non pioveva, Portogruaro era un piccolo gioiello: elegante, tranquilla, con quel fascino medievale che ti fa sentire dentro una cartolina.

Certo, il traffico nervoso del centro storico ogni tanto ti riportava alla realtà, ma noi orientisti siamo ottimisti: se c’è un’auto in più, la consideriamo un punto di riferimento mobile.

Poi, come in ogni storia ben scritta, arriva il colpo di scena. Il Lemene — il fiume che attraversa la città — decide di fare il protagonista.
Non solo raccoglie le acque di risorgiva, ma anche quelle cadute in Friuli nei giorni precedenti. Risultato: si alza di livello e costringe a spostare qualche punto.

Il tracciatore, con la sua calma zen, ha sorriso… ma dentro avrà sicuramente pensato:
“Proprio adesso dovevi gonfiarti, eh?”

Alle 7.00 del mattino di domenica 22 febbraio, Portogruaro è un luogo quasi mistico:
silenzio totale, strade vuote, neppure un bar aperto (e questo, per un volontario, è un dolore vero).

La luce del giorno arriva piano, come se anche lei avesse bisogno di un caffè prima di iniziare.

In Piazza della Repubblica, davanti al palazzo medievale, ci sono accatastate le transenne.
Scarichiamo il materiale, sistemiamo l’arrivo.

Nel frattempo Luca è arrivato (ma avrà dormito?) con le stazioni appena recuperate da Venezia.
I posatori partono in tre direzioni diverse come in un film d’azione: rapidi, silenziosi, efficienti.
Alle 9.00 è già tutto pronto.

 

Prima alla spicciolata, poi a frotte. Tanti, tantissimi: oltre 200, un fiume colorato e allegro.

Tra loro anche gli atleti della Nazionale Juniores, guidati da Stefano Raus e Mattia Rontini, che hanno inserito Venezia in notturna e Portogruaro nel loro programma di allenamenti e test.

Quando li vedi passare veloci e determinati, pensi: “Io alla loro età correvo così solo se mi inseguiva il cane del vicino.”

Il Direttore di gara mi ha assegnato la vigilanza a una delle entrate/uscite del Parco della Pace, che per l’orienteering è un parco giochi naturale: sentieri che si incrociano, alberi che confondono, scelte che sembrano facili e invece… sorpresa.

Ed è lì che capisci una verità assoluta: per quanto tu ti sforzi di intuire le scelte degli atleti, loro troveranno sempre un modo per stupirti.

Ho visto di tutto:

  • chi entrava deciso e usciva ancora più deciso
  • chi entrava, ma po’ usciva dall’altra parte
  • chi usciva senza essere mai entrato
  • e chi non è né entrato né uscito

Segno che il tracciatore aveva calibrato bene la libertà di scelta.

A questo proposito, sul nostro sito https://www.orilagunanordvenezia.it/2026/02/23/portogruaro-2026-scelte-percorso-migliore/
c’è una sequenza di immagini che mostra le scelte possibili da una lanterna all’altra.
Così ognuno può verificare chi aveva ragione… e chi no.

Intanto Piazza della Repubblica si è trasformata in un palcoscenico. Arrivi veloci, arrivi stanchi, arrivi sorridenti, arrivi confusi: “Ma il punto 7 dov’era?!”

I bambini tagliano il traguardo come se avessero vinto le Olimpiadi. E per loro, alla fine, c’è una medaglia ispiratrice, che vale più di mille parole.

La cerimonia di premiazione si svolge in un’atmosfera da grande evento.
Sono presenti: Michele Lipani, Vicesindaco e Assessore allo Sport della Città di Portogruaro; Matteo Vivan, Consigliere delegato allo Sport e Tiziano Zanetello, già Presidente FISO e oggi referente regionale CSI

Una presenza che dà lustro, calore e riconoscimento al lavoro di tutti.

Premiate tutte le categorie, applausi, foto, sorrisi, e quella sensazione di “ce l’abbiamo fatta” che ripaga di ogni sveglia all’alba.

E adesso?

Adesso si ripongono le mappe, si asciugano le scarpe… e si pensa già alla prossima gara.

 

Perché l’orienteering è così: ti stanca, ti sfida, ti fa sbagliare… e poi ti fa venire voglia di rifarlo subito.

Ci vediamo presto, con un’altra avventura, un’altra mappa e un’altra storia da raccontare.

E mi raccomando tutti domenica prossima a San Liberale, degna conclusione del circuito del 33° Inverno Veneziano.

(La foto è stata “rubata” dalla pagina Facebook di Davide Gazzetto che ringraziamo per il suo affetto)

Grazie a tutti i partecipanti, grazie all’Amministrazione Comunale della Città di Portogruaro, al CSI Veneto, alla ASD Or. Galilei e alla sua Presidente Federica Anedda e al tracciatore Luca Rosato, che anche questa volta ha saputo intrecciare tecnica e fantasia.

Un grazie speciale — di quelli che arrivano dritti al cuore — va ai volontari, perché sono loro che permettono davvero di “arrivare in porto”. Sono loro che reggono la baracca, che sorridono anche quando vien da piangere, che risolvono problemi prima ancora che lo diventino.

Non saremo le Olimpiadi… ma va bene così. Anzi, va benissimo: perché qui c’è la stessa passione, la stessa dedizione, lo stesso spirito di squadra. Solo con meno telecamere ma la stessa umanità.

Grazie a tutti.

(per gentile concessione di Salvatore Seno)

Una Venezia alternativa

C’è una data della stagione agonistica molto attesa dagli atleti dell’orienteering: Venezia in notturna.  La sera del 21 febbraio dell’edizione 2026, quasi 700 atleti si sono messi alla prova nel labirinto di calli, ponti e campi della città lagunare, sui tracciati del nostro giovane Thomas Michelin.

Partire al calare del buio, lampada frontale accesa, mappa tra le mani, significa entrare in una Venezia molto diversa da quella affollata dai turisti durante il giorno. Il buio rende la sfida più avvincente: scegliere la calle giusta, la via più rapida, un ponte piuttosto che un altro per attraversare un canale, la concentrazione sempre massima.

Venotte è più di una gara: è spesso il primo approccio all’orienteering per molti neofiti. In tanti si innamorano di questo sport proprio correndo o camminando tra le sue calli illuminate dalle frontali.

Insomma, un bellissimo sabato sera alternativo per gli atleti, faticoso ma ricco di soddisfazioni per gli organizzatori.

Ci vediamo alle prossime gare!

(per gentile concessione di Fabiana Manfrin)

Le gare di Orienteering tra calli, luci e storia: Venezia di notte e Portogruaro di giorno

Ci sono gare che si corrono con le gambe, e altre che si corrono anche con gli occhi, con il fiato sospeso, con la meraviglia.
Le due prove che attendono gli orientisti il prossimo fine settimana del 21 e 22 febbraio – Venezia in notturna e Portogruaro – appartengono a questa seconda categoria: percorsi che non sono solo tracciati, ma vere e proprie esperienze.

Venezia in notturna: l’orienteering che accende la città
Correre a Venezia di notte è un privilegio raro.
Le calli sembrano restringersi, i ponti si moltiplicano e si specchiano nei rii, diventando parte stessa del percorso. La città, liberata al calar della sera dal frastuono del giorno, si trasforma in un labirinto silenzioso dove ogni svolta è una sorpresa.
Le ombre dei palazzi sembrano muoversi insieme agli atleti. Le luci dei lampioni tracciano linee che non compaiono sulla mappa. I campi e i campielli, improvvisi e inattesi, diventano piccole piazze d’arrivo intermedie. I ponti, tanti, tantissimi, scandiscono il ritmo della gara come un metronomo antico.
È una prova che chiede attenzione, intuito, capacità di leggere il buio e il coraggio di perdersi per poi ritrovarsi più forti di prima.
Un crocevia di emozioni che solo Venezia sa dare: l’acqua dei canali che accompagna la corsa, il silenzio improvviso di una calle deserta, la magia di una città che sembra sospesa nel tempo.

Portogruaro: tra storia, architetture e scorci inattesi
La Città di Portogruaro è diversa, ma altrettanto affascinante.
Qui l’orienteering si intreccia con la storia, con le geometrie eleganti del centro, con i portici che si aprono come corridoi naturali, con i mulini sul Lemene che sembrano usciti da un dipinto.
Il percorso alterna vie medievali che costringono a scelte rapide; passaggi stretti che obbligano a rallentare e osservare;
scorci d’acqua che accompagnano la corsa come una cornice; architetture rinascimentali che fanno da quinte teatrali alla gara.
È una prova più “classica”, ma non per questo prevedibile.
Portogruaro sorprende con i suoi cambi di ritmo, con i suoi angoli nascosti, con quella bellezza discreta che si rivela solo a chi sa guardare con gli occhi giusti.
Due gare, un’unica anima
Venezia e Portogruaro sono due mondi diversi, ma uniti da un filo comune:
l’orienteering come scoperta, come avventura, come modo di leggere il territorio con occhi nuovi.
A Venezia si corre nella poesia del buio.
A Portogruaro si corre nella bellezza dell’acqua che si apre davanti ai passi.
In entrambe, si corre dentro un paesaggio che non è solo sfondo, ma protagonista.
E ogni atleta, dal più esperto al più giovane, porta con sé la stessa promessa:
non sarà una gara qualunque, ma un ricordo che resterà per sempre!

(Per gentile concessione di Salvatore Seno)

Doppio appuntamento a Venezia e Portogruaro

Fine settimana impegnativo per l’Inverno Veneziano, che si presenterà con due prove in

meno di 24 ore: il sabato sera con la classica notturna di Venezia, e domenica mattina con la prova di Portogruaro, valevole anche come tappa del Campionato Veneto CSI.  La prova di Venezia, gara Regionale valida anche per la Coppa Veneto, come lo scorso anno prevede griglie di partenza e prima partenza alle 19, con ritrovo presso il CUS Venezia. Iscrizioni aperte fino a martedì; la sera della gara verranno accettate solo iscrizioni nelle categorie non agonistiche Rosso e Bianco.

La prova di Portogruaro, sulla nuova carta realizzata da Luca Rosato che sarà anche il tracciatore, prevede partenze libere dalle 10, con ritrovo presso l’Istituto Comprensivo “G. Pascoli”, in via Valle 15. Consigliata la preiscrizione entro giovedì, ma sarà possibile farlo anche domenica mattina fino ad esaurimento cartine.

Buone gare a tutti!