Orienteering a Portogruaro – Domenica 22 febbraio
Domenica sera, guardando la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, mi ha colpito un momento in particolare: il tributo ai volontari. Migliaia di persone che, dietro le quinte, fanno funzionare tutto. E mentre scorrevano le immagini, ho pensato: “Ecco, siamo proprio noi. Quelli che non si vedono, ma che se mancano… si vede eccome.”
Perché diciamolo: quando chiediamo una mano per organizzare una gara di orienteering, per fortuna che ci sono loro.
Basti pensare alla complessità di Venezia o alle acrobazie necessarie per convivere con il traffico di Portogruaro. E meno male che gli interpellati accettano con entusiasmo, perché tu, intanto, passi le settimane successive a parlare da solo per strade, vicoli e sottopassaggi decorati da street art di dubbia interpretazione, oppure in compagnia di Giuseppe, Luca e Andrey, indicando alberi, ponti e muretti come se stessi guidando un turista immaginario.
È il destino del volontario: vedere tutto, notare tutto, preoccuparsi di tutto… e poi sperare che gli atleti non vadano proprio dove non avevi previsto.
Quando non pioveva, Portogruaro era un piccolo gioiello: elegante, tranquilla, con quel fascino medievale che ti fa sentire dentro una cartolina.
Certo, il traffico nervoso del centro storico ogni tanto ti riportava alla realtà, ma noi orientisti siamo ottimisti: se c’è un’auto in più, la consideriamo un punto di riferimento mobile.
Poi, come in ogni storia ben scritta, arriva il colpo di scena. Il Lemene — il fiume che attraversa la città — decide di fare il protagonista.
Non solo raccoglie le acque di risorgiva, ma anche quelle cadute in Friuli nei giorni precedenti. Risultato: si alza di livello e costringe a spostare qualche punto.
Il tracciatore, con la sua calma zen, ha sorriso… ma dentro avrà sicuramente pensato:
“Proprio adesso dovevi gonfiarti, eh?”
Alle 7.00 del mattino di domenica 22 febbraio, Portogruaro è un luogo quasi mistico:
silenzio totale, strade vuote, neppure un bar aperto (e questo, per un volontario, è un dolore vero).
La luce del giorno arriva piano, come se anche lei avesse bisogno di un caffè prima di iniziare.
In Piazza della Repubblica, davanti al palazzo medievale, ci sono accatastate le transenne.
Scarichiamo il materiale, sistemiamo l’arrivo.
Nel frattempo Luca è arrivato (ma avrà dormito?) con le stazioni appena recuperate da Venezia.
I posatori partono in tre direzioni diverse come in un film d’azione: rapidi, silenziosi, efficienti.
Alle 9.00 è già tutto pronto.
Prima alla spicciolata, poi a frotte. Tanti, tantissimi: oltre 200, un fiume colorato e allegro.
Tra loro anche gli atleti della Nazionale Juniores, guidati da Stefano Raus e Mattia Rontini, che hanno inserito Venezia in notturna e Portogruaro nel loro programma di allenamenti e test.
Quando li vedi passare veloci e determinati, pensi: “Io alla loro età correvo così solo se mi inseguiva il cane del vicino.”
Il Direttore di gara mi ha assegnato la vigilanza a una delle entrate/uscite del Parco della Pace, che per l’orienteering è un parco giochi naturale: sentieri che si incrociano, alberi che confondono, scelte che sembrano facili e invece… sorpresa.
Ed è lì che capisci una verità assoluta: per quanto tu ti sforzi di intuire le scelte degli atleti, loro troveranno sempre un modo per stupirti.
Ho visto di tutto:
- chi entrava deciso e usciva ancora più deciso
- chi entrava, ma po’ usciva dall’altra parte
- chi usciva senza essere mai entrato
- e chi non è né entrato né uscito
Segno che il tracciatore aveva calibrato bene la libertà di scelta.
A questo proposito, sul nostro sito https://www.orilagunanordvenezia.it/2026/02/23/portogruaro-2026-scelte-percorso-migliore/
c’è una sequenza di immagini che mostra le scelte possibili da una lanterna all’altra.
Così ognuno può verificare chi aveva ragione… e chi no.
Intanto Piazza della Repubblica si è trasformata in un palcoscenico. Arrivi veloci, arrivi stanchi, arrivi sorridenti, arrivi confusi: “Ma il punto 7 dov’era?!”
I bambini tagliano il traguardo come se avessero vinto le Olimpiadi. E per loro, alla fine, c’è una medaglia ispiratrice, che vale più di mille parole.
La cerimonia di premiazione si svolge in un’atmosfera da grande evento.
Sono presenti: Michele Lipani, Vicesindaco e Assessore allo Sport della Città di Portogruaro; Matteo Vivan, Consigliere delegato allo Sport e Tiziano Zanetello, già Presidente FISO e oggi referente regionale CSI
Una presenza che dà lustro, calore e riconoscimento al lavoro di tutti.
Premiate tutte le categorie, applausi, foto, sorrisi, e quella sensazione di “ce l’abbiamo fatta” che ripaga di ogni sveglia all’alba.
E adesso?
Adesso si ripongono le mappe, si asciugano le scarpe… e si pensa già alla prossima gara.
Perché l’orienteering è così: ti stanca, ti sfida, ti fa sbagliare… e poi ti fa venire voglia di rifarlo subito.
Ci vediamo presto, con un’altra avventura, un’altra mappa e un’altra storia da raccontare.
E mi raccomando tutti domenica prossima a San Liberale, degna conclusione del circuito del 33° Inverno Veneziano.
(La foto è stata “rubata” dalla pagina Facebook di Davide Gazzetto che ringraziamo per il suo affetto)
Grazie a tutti i partecipanti, grazie all’Amministrazione Comunale della Città di Portogruaro, al CSI Veneto, alla ASD Or. Galilei e alla sua Presidente Federica Anedda e al tracciatore Luca Rosato, che anche questa volta ha saputo intrecciare tecnica e fantasia.
Un grazie speciale — di quelli che arrivano dritti al cuore — va ai volontari, perché sono loro che permettono davvero di “arrivare in porto”. Sono loro che reggono la baracca, che sorridono anche quando vien da piangere, che risolvono problemi prima ancora che lo diventino.
Non saremo le Olimpiadi… ma va bene così. Anzi, va benissimo: perché qui c’è la stessa passione, la stessa dedizione, lo stesso spirito di squadra. Solo con meno telecamere ma la stessa umanità.
Grazie a tutti.
(per gentile concessione di Salvatore Seno)


















